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L'accompagnamento al Microcredito
 

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La rete
 

L’esclusione dall’accesso al credito è sempre più riconosciuta come uno dei principali ostacoli alla riduzione della povertà e allo sviluppo umano. L’80% della popolazione mondiale è esclusa, a vario titolo, dall’accesso ai servizi finanziari. In Italia, secondo l’ultima stima della Banca Mondiale, il tasso di esclusione arriva circa al 25% della popolazione, una delle quote più elevate dell’Unione Europea.

Da anni il microcredito sta operando una “rivoluzione” nelle possibilità di accesso al credito e nell’approccio al rischio bancario, rivelandosi strumento attraverso cui è possibile ampliare la platea dell’inclusione finanziaria e sociale. Il microcredito deve poter "rendere bancabile il non bancabile". Più che di “diritto al credito”, si può parlare di diritto allo sviluppo e di diritto all’iniziativa economica, la quale deve poter essere equamente accessibile a tutti, ma per essere davvero equa e sostenibile non può essere a priori garantita nel risultato, ma deve avvenire sulla base di impegni precisi da parte di chi accede a un credito.

Le difficoltà e la fatica, che le persone incontrano, rimangono spesso senza una risposta nell’immediato ma l’attivazione di  strumenti che offrano la possibilità di intraprendere onestamente percorsi imprenditoriali che, nelle fasi iniziali, hanno bisogno di un capitale per avviarsi è la sfida  del microcredito, strumento internazionalmente riconosciuto per contrastare l’esclusione finanziaria e per valorizzare  “la dignità inviolabile dell’essere uomo o donna”.

Il primo progetto di microcredito per avvio d’impresa è quello finanziato dalla Compagnia di San Paolo nel 2003 nell’ambito della Diocesi di Torino, ancora prima della costituzione della Fondazione ed è stato uno dei primi a essere convogliato in essa.

Con questo progetto  la Fondazione Operti ha potuto  maturare e consolidare  la propria esperienza in questo ambito, affinando anche le modalità e le caratteristiche dei finanziamenti, permettendole anche di tessere   numerose  relazioni con Enti Pubblici e banche che hanno poi consentito di dare vita ai successivi piani di intervento.

Nei primi anni gli interventi si rivolgevano a soggetti, non solo non bancabili finanziariamente parlando, ma particolarmente “fragili” e a rischio di emarginazione sociale,  quali: ex-detenuti, tossicodipendenti, extracomunitari  e donne. Col tempo il target dei beneficiari si è ampliato,  infatti, oggi, i“non bancabili”, sono anche quelle persone apparentemente “integrabili o integrate” nei processi economici, ma o interdette all’accesso al credito  per precedenti esposizioni  debitorie  o per perdita del lavoro . L’esperienza dei primi anni e l’esito dei progetti avviati hanno avvalorato l’importanza del microcredito come strumento di intervento a sostegno di tante piccole realtà imprenditoriali che si trovano  in fase o di avvio o di consolidamento  ma hanno bisogno di un aiuto economico che non può superare la soglia dei 25.000€.

Accogliere, Ascoltare, Accompagnare le persone al raggiungimento della propria Autonomia; in queste quattro parole si riassume come, non solo la linea operativa microcredito, ma tutti gli operatori che lavorano all’interno della  Fondazione operano attraverso le proprie attività e  lo stile con il quale si occupano delle persone con le quali vengono in contatto. La centralità della persona umana, con la sua storia, le sue ansie, le sue ricchezze, le sue aspirazioni e i suoi desideri, unica ed irripetibile, è il vero motore di tutte le attività della Fondazione.

Prima di arrivare al finanziamento, per tutti c’è un cammino di approfondimento, non solo sul progetto in sé, ma anche sul contesto economico in cui si inserisce: insieme alla persona i volontari e gli operatori della fondazione, unitamente alle associazioni di categoria, presenti con propri sportelli su tutto il territorio e competenti per settore commerciale, fanno un’ approfondita analisi dei requisiti dell’attività in oggetto, del territorio, del mercato, per arrivare alla stesura di un business plan che è fondamentale per valutare la sostenibilità del progetto imprenditoriale.

L’accompagnamento da parte del programma , non termina con l’erogazione del finanziamento: i volontari continuano a “camminare insieme” alle persone prese in carico, aiutandole dapprima nella fase delicata e difficile dell’inizio attività, e poi attraverso un monitoraggio periodico della “salute dell’impresa”, fino alla restituzione totale del finanziamento, il che permette di intervenire con tempestività a fronte di difficoltà che potrebbero sopravvenire in itinere.

Sul territorio regionale ci sono 27 sportelli di ascolto sul fare impresa, mentre per il Prestito della Speranza sono 10 su territorio diocesano.

“Progetto San Paolo”

Questo è il primo progetto con cui abbiamo iniziato il nostro operato nel microcredito d’impresa, ai fondi rimasti dopo la chiusura della convenzione con la Compagnia di San Paolo, si sono aggiunti altri fondi privati e donazioni. Viene ancora utilizzato quando abbiamo la presentazione di progetti che richiedono una piccola entità di finanziamento e territorialmente operiamo a livello regionale insieme alle Associazioni di Categoria con un accompagnamento che inizia con l’accoglienza e ascolto per concludersi con la restituzione totale del finanziamento concesso. 

“Fondo Regionale per il Microcredito” 

La Regione Piemonte ha individuato nel modello di accompagnamento all’accesso al credito operato dalla Fondazione una procedura sulla quale impostare il “Fondo Regionale per il Microcredito” L.R.30/09 istituito nel 2010.

La Fondazione Operti, su mandato della Regione Piemonte, insieme e per conto delle realtà firmatarie di un apposito Protocollo d’intesa  (Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo,  Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Don Mario Operti, Associazione Temporanea di Scopo),  organizza e coordina la rete di volontariato con l’attivazione di sportelli in ambito regionale  per l’accompagnamento alla richiesta di microcredito, contribuendo all’arricchimento del panorama economico e imprenditoriale della regione.

L’esperienza acquisita negli anni ha inoltre consentito a Fondazione Operti di potersi presentare nelle altre Diocesi piemontesi per verificare l’interesse a tessere una rete che permettesse di creare sportelli presidiati da volontari altamente professionali (provenienti dal mondo bancario o industriale)  per la valutazione dei progetti presentati e l’eventuale accesso al microcredito. 

“Microcredito UNICREDIT BANCA”

A novembre 2017 la Fondazione Operti ha firmato una convenzione con UNICREDIT BANCA che ci vede coinvolti come partner sull’operatività territoriale per accogliere, ascoltare e accompagnare i soggetti “non bancabili” alla richiesta di un finanziamento o per avviare un’impresa o per sviluppare un’attività già avviata. Insieme a noi anche in questo progetto lavorano le Associazioni di categoria.

“Prestito della Speranza”

Dal 2009 la Fondazione Operti, su mandato della Caritas Diocesana, interviene,  attraverso il Prestito della Speranza, su persone e famiglie in difficoltà economica. Si tratta di uno strumento voluto dalla Conferenza Episcopale Italiana a livello nazionale, in accordo con un istituto di credito incaricato dell’erogazione. La CEI ha istituito il fondo di garanzia, per contrastare il progressivo impoverimento di molti nuclei familiari e di chi vive solo o che desidera riprogettare la propria vita lavorativa con l’avvio di un’impresa.

Le persone accompagnate  al Prestito della Speranza si trovano in difficoltà economica in seguito a problemi di vario tipo  come ad esempio  casa,  lavoro o insorgere di eventi spiazzanti. I finanziamenti  erogati, fino ad un massimo di 7.500€, possono coprire debiti di affitto, spese di condominio arretrate,  utenze e passivi di entità non elevata, ma che se non risanati farebbero crollare la persona nella crisi dell’insolvenza. Con il sostegno del Prestito della Speranza, invece, si consente ai beneficiari di superare il momento più acuto di difficoltà, per poi ritornare a camminare con le proprie gambe. Il lavoro di accompagnamento e di monitoraggio della situazione, che Fondazione Operti svolge nel tempo sia precedente che successivo all’erogazione,  ha lo scopo di evitare l’aggravarsi  delle condizioni di disagio puntando al  superamento delle dinamiche negative.

“Educazione Finanziaria” 

La Fondazione Don Mario Operti ritiene che l’educazione finanziaria costituisca un tema centrale nella difesa dei diritti dei cittadini  e in modo particolare per le persone che si trovano in una condizione di fragilità e vulnerabilità. Aiutare con la formazione a costruire una rete di operatori presenti quotidianamente sul territorio è un passo importante per rendere accessibile e vicino il consiglio e l’orientamento nelle scelte di vita e di lavoro. Prevenire le situazioni finanziarie a rischio e rendere più forte la consapevolezza di ogni persona nell’accesso agli strumenti finanziari ordinari è un modo semplice ma effettivo di ridurre in modo permanente  alcune aree di esclusione sociale e finanziarie che colpiscono le nostre comunità.

E’ per questo che la Fondazione Don Mario Operti, in collaborazione con La Rete Italiana di Microfinanza (RITMI), di cui è stato socio fondatore e attualmente ha la carica di Vicepresidenza, ha proposto all’Osservatorio per l’Usura del Consiglio Regionale Piemonte nel 2017 un percorso formativo in materia di educazione finanziaria rivolto a coloro che hanno contatto diretto con persone che si trovano in situazione di vulnerabilità sociale ed economica quali:  assistenti sociali dei servizi socio assistenziali, operatori ed educatori di cooperative o altri enti impegnati in questo settore e volontari dei centri di ascolto (Caritas, Gruppi Vincenziani ecc). della Regione Piemonte.

Il Consiglio Regionale ha deciso di finanziare la nostra richiesta (è stata ripresentata anche nel 2018 e rifinanziata)  che ha visto impegnate tutte le 8 provincie piemontesi nel percorso formativo “Educazione finanziaria come strumento d’inclusione finanziaria, recupero dell’autonomia economica: formazione di operatori”  strutturato in 6 moduli di 4 ore di lezione, sviluppati su 3 giornate, e prevede un approccio metodologico non accademico. Infatti il percorso, pur proponendo contenuti teorici, sarà centrato principalmente sugli aspetti operativi, con il ricorso ad esempi pratici, lavori e dinamiche di gruppo, laboratori metodologici e case studies.

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“Rete Italiana di Microfinanza e Rete Europea della Microfinanza” 

La Fondazione Don Mario Operti è socio fondatore di questa organizzazione, nata nel 2008, e ne ricopre la carica di Vice-presidenza. La Rete Italiana di Microfinanza conta 24 soci, di differenti appartenenze e mossi da diverse motivazioni: associative; solidaristiche e caritative, private e pubbliche; attività volte alla creazione di nuova imprenditorialità; programmi volti a creare pari opportunità; esperienze di finanza etica; società di consulenza in microcredito e microfinanza; centri studi e di ricerca sul settore; promotori; donor.

Questa varietà costituisce una risorsa per questa rete che è molto impegnata sulla formazione, sullo sviluppo delle buone pratiche, sull’educazione finanziaria e sulla sua partecipazione attiva alla Rete Europea di Microfinanza, a cui è associata anche la Fondazione Operti. 

L’accesso ai nostri programmi di microcredito è diretto prendendo un appuntamento telefonico con il nr. 011/5636930, specificando solo per quale tipologia di microcredito si desidera prendere un appuntamento se impresa o sociale.