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Microcredito

 

   

 

 

L’esclusione dall’accesso al credito è sempre più riconosciuta come uno dei principali ostacoli alla riduzione della povertà e allo sviluppo umano. L’80% della popolazione mondiale è esclusa, a vario titolo, dall’accesso ai servizi finanziari. In Italia, secondo l’ultima stima della Banca Mondiale, il tasso di esclusione arriva circa al 25% della popolazione, una delle quote più elevate dell’Unione Europea.

Da anni il microcredito sta operando una “rivoluzione” nelle possibilità di accesso al credito e nell’approccio al rischio bancario, rivelandosi strumento attraverso cui è possibile ampliare la platea dell’inclusione finanziaria e sociale. Il microcredito deve poter "rendere bancabile il non bancabile". Più che di “diritto al credito”, si può parlare di diritto allo sviluppo e di diritto all’iniziativa economica, la quale deve poter essere equamente accessibile a tutti, ma per essere davvero equa e sostenibile non può essere a priori garantita nel risultato, ma deve avvenire sulla base di impegni precisi da parte di chi accede a un credito.

Le difficoltà e la fatica, che le persone incontrano, rimangono spesso senza una risposta nell’immediato ma l’attivazione di  strumenti che offrano la possibilità di intraprendere onestamente percorsi imprenditoriali che, nelle fasi iniziali, hanno bisogno di un capitale per avviarsi è la sfida  del microcredito, strumento internazionalmente riconosciuto per contrastare l’esclusione finanziaria e per valorizzare  “la dignità inviolabile dell’essere uomo o donna”.